I Lavatoi

I LAVATOI DI CASSANO

A tirare il filo che unisce ieri e oggi, stabilendo un dialogo armonico tra la città moderna il contesto rurale che le ha dato origine, due vecchi lavatoi. Gli antichi lavatoi sono macchine del tempo che raccontano la città del passato, la vita quotidiana dei nostri avi e quelli di Cassano sfoggiano, in tutta la loro semplicità, una encomiabile qualità architettonica.

"U' lavature di Vrichi”

vrichiVia Generale Diaz ai cassanesi è meglio nota come “I Vrichi”. La strada prende il nome dal nome "vrica", ossia brica o tamerice, pianta mediterranea molto diffusa nell’area. Si tratta di un piccolo albero con portamento arbustaceo conosciuto anche come “arbusto del deserto”. Il suo nome deriva dal vocabolo ebraico “tamaris”, con il significato di “scopa” poiché è stato associato il fogliame tipico della tamerice alla parte della scopa utilizzata per spazzare, così come accade anche per una particolare tipologia di ginestra conosciuta come cytisus scoparius. A questo proposito, la tamerice, nel suo tipo tetrandra, è conosciuta diffusamente anche con il nome di “scopa marina”. Il lavatoio di Via Generale Diaz mostra una vasca monolitica divisa in due parti da un muretto in pietra e circondato da una recinzione in muratura.

 

Lavatoio dei Macelli o di Piè d'Ulivo

macelliSi trova nell’omonima via meglio conosciuta come quartiere Piè d’Ulivo. La costruzione del Lavatoio dei Macelli risale al 1793, data ancora ben leggibile sul frontespizio. È formato da una grande vasca rettangolare divisa in due e circondata da massicce colonne, uniche superstiti di una antica copertura. Si racconta che il lavatoio "Piè d'ulivo" era dotato di una copertura atta a proteggere le donne dalle intemperie quando lavavano i panni. Il suo ingresso era posto tra due dei pilastri che, alternandosi per l'intero perimetro,  sostenevano la copertura. All’interno c'era un'unica grande vasca rettangolare, divisa in due da un muretto da cui sgorgava l'acqua che alimentava le fontane. Originariamente, all'interno, lungo il muro di cinta erano collocate delle vaschette, probabilmente utilizzate per poggiarvi i panni già trattati con il sapone e già "assingereate" (risciacquati). Il lavatoio fu costruito lontano dalle case. Negli ultimi anni il lavatoio è stato ristrutturato e, oggi, come si vede dalla foto, le nuove abitazioni sono a ridosso delle sue mura permetrali. Non è più utilizzato per lavare i panni ma dalla sua posizione si può godere un bellissimo scorcio del centro storico.

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